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Rifiuti, panchine rotte, verde incolto: benvenuti al parco "vergogna" con affaccio su Castel Sant'Angelo

Da mesi i residenti chiedono interventi rapidi per ripristinare un minimo di decoro sull'area

Panchine rotte, staccionate divelte, cordoli danneggiati da alberi caduti e atti vandalici continui. Giochi per bambini impraticabili, angoli completamente al buio, un fossato che fa da sfogo a una fognatura di scarico da riparare. Le telecamere? Inutili, non funzionano. Eppure il quadrante è di quelli di pregio. Un boccone verde tra Castel Sant'Angelo e il Palazzaccio, cuore battente della Roma da guida turistica. Che date le pessime condizioni in cui è ridotto, non si può certo dire sia una bella vetrina per i visitatori che ogni giorno affollano la zona diretti al Vaticano. 

"Ci stiamo battendo da mesi per chiedere interventi di manutenzione nel parco" si sfoga Mario Tosi, residente in zona, membro dell'associazione di cittadini istituita appositamente per chiedere un intervento rapido a chi di dovere: il Comune competente su quel piccolo giardino lasciato morire, anche, e soprattutto, per la scarsità di mezzi e risorse del Servizio Giardini. 

"Abbiamo fatto presente più volte la questione all'assessorato all'Ambiente della giunta Raggi" spiega il presidente della commissione Ambiente del I municipio Stefano Marin. Più volte è stato chiamato in audizione il responsabile dei parchi della Capitale, l'architetto Vitaliano Biondi. Ma con l'addio di Pinuccia Montanari e senza un nuovo titolare al verde di Roma (al momento le deleghe sono in mano alla sindaca), tanti percorsi avviati si sono fermati. Il parco di Castel Sant'Angelo è nella lista. Anche perché erano appena cominciate le fase interlocutorie con le istituzioni. 

Diversi gli interventi di cui avrebbe bisogno l'area per tornare a un livello di fruibilità minimo per cittadini e turisti. Si attende la ripiantumazione di 50 alberi tagliati nei mesi scorsi a seguito delle varie emergenze maltempo, di poter portare i bambini a giocare in sicurezza su scivoli e altalene, o di poter passeggiare nel prato senza incappare in cartoni, rifiuti, bottiglie abbandonate in ogni angolo, o insediamenti di fortuna di qualche senzatetto. 

Ci sarebbe anche un progetto dei cittadini per la realizzazione di un'area cani, con l'idea di "adottarla" tramite l'apposito regolamento capitolino sul tema. Tutto fermo su carta, e difficile da realizzare senza attività di manutenzione minima da parte dell'ente pubblico. 

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