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Ex deposito Atac piazza Bainsizza, l'asta si avvicina: i cittadini chiedono un percorso partecipato

L'appello firmato da una serie di realtà del quartiere: "Vogliamo sensibilizzare la popolazione su quanto sta accadendo"

A far scattare la reazione dei cittadini è stata l’affissione dello striscione, sfondo bianco con scritta dal desing pulito con tanto di numero di telefono di riferimento, della società incariata per la vendita all’asta. Un marchio che equivale alla scritta ‘vendesi’. Dopo anni di proteste e progetti partecipati anche l’ex deposito Atac di piazza Bainsizza si avvicina alla dismissione. “La vendita all’asta e il possibile cambio di destinazione di un’area che è destinata da un secolo a pubblici servizi sta avvenendo nel silenzio più totale dell’amministrazione capitolina che a nostro avviso sta sottovalutando le conseguenze di questa scelta, che può avere ricadute negativa sull’assetto urbanistico e sulla qualità della vita nei nostri quartieri”, scrivono in una nota un lungo elenco di realtà cittadine e del quartiere. “Chiediamo al I Municipio e alla commissione consiliare Urbanistica che siano convocate quanto prima sedute pubbliche” sul tema.

Che il deposito sarebbe finito all’asta è scritto ormai da tempo: l’immobile è infatti tra quelli inseriti nella procedura di concordato preventivo a cui Atac è stata ammessa nel 2018 per sanare un debito con fornitori e banche da un miliardo e mezzo di euro. È così che 15 proprietà tra ex rimesse, uffici, aree e terreni, per un totale di 91 milioni di euro di patrimonio immobiliare è stata messa all’asta. L’operazione di vendita è oggi nelle mani della società di intermediazione immobiliare Yard Re, con l'inserimento dei beni nel concordato le istituzioni capitoline non hanno più voce in capitolo sul destino dell'immobile. Le prime aste sono partite proprio in questi giorni. Ieri è stata la volta di un terreno edificabile in zona Flaminio, un parcheggio in via delle Cave Ardeatine e un complesso immobiliare in viale Etiopia, oggi un terreno ad Acilia, un appartamento in via Tuscolana e il complesso immobiliare in via Lucio Sestio, in merito al quale sono state sollevate molte proteste dal momento che negli ultimi dieci anni è stato utilizzato come casa per le donne Lucha y Siesta. Domani sarà la volta di un fabbricato e due terreni edificabili.

Per l’ex deposito di piazza Bainsizza ancora non c’è una data ma i cittadini fanno sentire la propria voce. “Abbiamo scritto questo comunicato per sensibilizzare la popolazione del quartiere in merito a quanto sta accadendo”, spiega a Romatoday Luisa Sodano del Coordinamento insieme XVII. “La mobilitazione per la difesa di questo spazio risale a molti anni fa. Noi ci siamo costituiti solo recentemente ma vogliamo riprendere quella battaglia. Negli anni scorsi, infatti, è stato presentato un progetto partecipato che l’amministrazione non ha mai voluto ascoltare né recepire”.

L’anno scorso l’immobile è stato dato da Atac e dall’amministrazione capitolina a una società di gestione immobiliare temporanea che vi ha organizzato eventi di diversa natura. Oggi l’immobile di proprietà di Atac è pronto per finire all’asta. “Così rischiamo di perdere uno spazio, che tra l’altro presenta dei vincoli di natura architettonica, che poteva avere un’importante funzione pubblica in questi quartieri dove mancano spazi comuni e dove moltissimi immobili pubblici sono stati ormai dismessi e potrebbero fare la stessa fine”, continua Sodano.

Per questo i cittadini nel comitato chiedono chiarezza: “Il progetto partecipato elaborato da cittadini e comitati locali per il riutilizzo del complesso immobiliare, formalmente presentato già diversi anni fa, è stato semplicemente ignorato mentre nessuno ha chiarito che fine faranno i servizi pubblici, anche di rilievo socio-sanitario, attualmente presenti all’interno dell’ex-deposito e come intende Atac risolvere i problemi di attestamento della nuova mobilità su ferro prevista sull’asse di viale Angelico”.

La richiesta è quella di avviare un percorso partecipato: “La rigenerazione a fini sociali ed ambientali del patrimonio pubblico dismesso è la vera sfida urbanistica per il futuro della città, una scommessa che non si può continuare ad evocare nei convegni per poi negare nei fatti. Per questo non intendiamo rinunciare ad una grande potenzialità per il quartiere a fronte del classico piatto di lenticchie, che certo non risolverà la voragine dei conti Atac, e ribadiamo con forza la richiesta alle istituzioni di riaprire un percorso partecipato”.

Queste le sigle che hanno firmato la nota: Coordinamento Insieme XVII, Civico 17, Comitato Cittadino Della Vittoria, Comitato Mazzini, Comitato Teulada Casali Strozzi, Osservatorio 7, Prati in Azione !, CRCS Coordinamento Residenti Città storica, Euro solar Italia, Italia Nostra Roma, PSP Progettazione Sostenibile Partecipata, Rinascimento di Roma.

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