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Parco Monte Ciocci, apertura il 15 luglio: il belvedere affaccia sulla discarica

Mancano tre giorni alla fine dei lavori per il Parco urbano di Monte Ciocci. Ma l'area paesaggistica è abbandonata al degrado, l'ex ponte ferroviario è una discarica a cielo aperto

Il 15 luglio è prevista la fine dei lavori per il parco urbano di Monte Ciocci, il parco disegnato nel lontano 2002 dai bambini della zona, avviato nel 2009 e la cui apertura era stata indicata inizialmente per il 2011. Con due anni di ritardo sulla tabella di marcia, il Parco dei desideri sembra diventerà presto realtà. Peccato che il panorama del tanto atteso Belvedere si affaccerà su una montagna di rifiuti.

UNA DISCARICA A CIELO APERTO - La denuncia viene da Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc: “E’ inaccettabile che l’ex ponte ferroviario che attraversa Monte Ciocci, all’altezza di Valle Aurelia, a due passi dalla città del Vaticano, sia stato trasformato in una vera e proprio discarica a cielo aperto”.

MONUMENTO DELL'800 - Il ponte, costruito nell'Ottocento, è stato dismesso qualche anno per essere sostituto da un nuovo ponte con doppio binario. “Si tratta di una struttura storica - afferma Barbera, - regolata anche dalla soprintendenza, ma abbandonata al degrado, alla discarica e agli insediamenti abusivi”.

IL BELVEDERE NON E' UN BEL VEDERE - Le foto mostrano l'accumulo di immondizie nella parte superiore del ponte e in basso ai pedi dei pilastri. Niente affatto un “bel vedere” in una zona che potrebbe potenzialmente costituire una delle aree paesaggistiche più belle di Roma, “Un'area verde importante che abbraccia ben tre municipi, gli ex 17, 18 e 19”, sottolinea Barbera.

SODDISFAZIONE... - E' pur vero che i lavori per la costruzione del parco attrezzato stanno andando meglio del previsto. Apprendiamo da una nota del Comitato di Monte Ciocci che, a cantiere chiuso, tutti e tre gli accessi previsti saranno ultimati. Una soddisfazione per i residenti, che temevano un'inaugurazione parziale con il solo accesso dalla Balduina.

...PARZIALE - Una soddisfazione a sua volta parziale visto il degrado che fa da sfondo ad un progetto che avrebbe dovuto trasformare l'area, nota all'immaginario collettivo per le scene della baraccopoli del film di Ettore Scola “Brutti, sporchi e cattivi” con Nino Manfredi, in una meraviglia naturalistica a disposizione di tutti.

VIA ANGELO EMO - Non è solo la discarica abusiva a scatenare l'ira di abitanti e comitati di quartiere, ma anche l'insediamento ai piedi dell'ex ponte ferroviario di un'impresa che vende materiali edili. La struttura sorge sulla parte destra di via Angelo Emo. Per l'insediamento dei capannoni è stato necessario spianare e cementificare l'area in dotazione all'azienda. Una concessione autorizzata regolarmente dal demanio ferroviario, ma contestata dai cittadini perché troppo vicina ad un'area protetta per valore ambientale e monumentale.

NON E' ANCORA LIETO FINE - Insomma. Dopo anni in attesa dell'apertura del parco, la chiusura dei cantieri non lascia la soddisfazione sperata.

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